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L’impero romano era dotato di un’eccellente rete stradale. Molte strade furono costruite dagli eserciti perché dovevano servire ai soldati per spostarsi in tempo di guerra. Ma favorirono anche i commerci, in quanto rendevano più facile ai mercanti portare le loro merci in ogni parte dell’impero. A volte i ricchi viaggiavano per vedere nuove terre, ma la gran parte della gente non si spostava, a meno che non fosse davvero necessario. Molte strade romane sono usate ancora oggi e sono facili da trovare su una carta stradale, perché collegano luoghi, anche molto distanti, in linea retta; la via Emilia, la via Appia e la via Salaria non sono che alcune delle strade romane ancora oggi esistenti.
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Gli schiavi scavavano una trincea, allineavano delle pietre squadrate lungo il margine, quindi gettavano sabbia e ciottoli. L’ultimo strato era formato da pietre sagomate e piatte ed era incurvato per far scolare l’acqua piovana Un agrimensore controllava il livello stradale con la groma, uno strumento che serviva a tracciare linee rette sul terreno.
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![]() Vie senza nome, case senza numero… Le case di Roma erano senza numero e molte strade non avevano un nome. Recapitare un messaggio o cercare qualcuno rappresentava perciò un vero problema. Ad eccezione delle strade più importanti, che avevano un nome, spesso però insufficiente a individuare il destinatario quando si trattava di strade molto lunghe, per le altre si ricorreva ad espressioni come "la strada che porta a…" e simili. A chi vagava per Roma in cerca di qualcuno o a coloro che si davano appuntamento in un punto della città, il riferimento veniva dato dai monumenti: statue, colonne, templi, giardini… Nelle località più lontane dal centro, punto di riferimento era la pietra miliare, cioè la pietra o colonna che segnava il numero progressivo delle miglia e che era posta, lungo il percorso, ad ogni miglio (1,5 km circa ) Il miglio romano misurava circa 1480 metri (1000 passi).
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Le strade tracciate dai romani attraverso il loro immenso impero sono famose; esse sono servite per unire più rapidamente i popoli fra loro. Per molte regioni essere raggiunte da una strada romana significava incontrare, per la prima volta, una vera civiltà. Gli antichi romani chiamavano la strada col nome di via strata, cioè distesa, spianata, perché era lastricata.Viaggiare sulle strade dell’Impero… Il servizio postale era stato affidato prima a schiavi o a soldati, poi a veri e propri corrieri che riuscivano a percorrere circa 75 chilometri al giorno. Lungo le strade principali sorgevano, ogni 30-40 chilometri, numerose stazioni di posta in cui si poteva mangiare, dormire e noleggiare cavalli freschi. Le migliori erano quelle chiamate "pretorie", in grado di ospitare persino l’imperatore. Esse offrivano cibo abbondante, camere per dormire, piccole terme per fare il bagno, cambio d’abito per i guidatori dei carri, carri di ricambio, scudieri e stallieri per accudire gli animali, carpentieri per riparare i mezzi di trasporto, facchini, veterinari e persino guardie armate per scortare i funzionari imperiali in zone pericolose. Le taverne private, invece, erano casupole mal attrezzate, maleodoranti, infestate dagli insetti e spesso frequentate da personaggi malfamati.
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Per trasportare persone, piccoli carichi, trainare carri, i
mezzi più economici erano il cavallo e il mulo
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Gli abitanti delle campagne usavano carri tirati da buoi o da
muli; i
cavalli erano impiegati quando la velocità era indispensabile. Se i poveri
viaggiavano a piedi o a dorso di mulo, i benestanti usavano
comodi carri coperti
(raedae) che
si potevano noleggiare anche alle stazioni di posta.
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Le famiglie o i ricchi viaggiavano nei carpenta a due ruote e nei cisia trainati da muli.
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Per i ricchi, in città o per viaggi brevi, c’era la
lettiga, portata da
lecticarii, e
per percorsi più lunghi,
la carruca dormitoria un carro coperto, comodo, provvisto di tende.Il carro postale era trainato da cavalli veloci. |
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Antiche strade romane I traffici interni erano favoriti da una magnifica rete stradale. Le strade italiane avevano, in genere, il nome del console che ne aveva iniziata la costruzione. La strada romana più antica e famosa, la via Appia, fu costruita nel 312 a.C dal censore Appio Claudio per unire Roma a Capua. Prolungata poi fino a Brindisi, essa rimase per secoli un modello di bellezza e resistenza. Alla sua costruzione seguì quella di altre strade, come la via Flaminia (220 a.C.), che collega tuttora Roma a Rimini attraverso l’Umbria, e la via Emilia, lunga 280 km, che da Rimini raggiunge Piacenza, favorendo lo sviluppo dei traffici fra l’Italia centrale e la fertile pianura Padana. La via Aurelia collega Roma con Genova. La via Cassia collega Roma con Bologna, mentre la via Tiburtina, da Roma, raggiunge Pescara. Attraverso la via Postumia, da Aquileia si raggiunge Genova, attraversando Verona e Piacenza. La via Salaria collega Roma con Ancona. |
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