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MODA E BELLEZZA Vestirsi elegantemente e farsi belli era un’attività che occupava gran parte della giornata della buona società romana. La moda era spesso influenzata dal gusto dell’imperatore e di sua moglie e la gente faceva di tutto per mantenersi al passo coi tempi Abbigliamento I vestiti consentivano di mostrare al mondo la condizione sociale di chi li indossava e non mancavano regole severe che definivano ciò che si poteva o non si poteva portare. Gli uomini indossavano la tunica, una corta veste di lana, senza maniche. Quando uscivano di casa, sopra la tunica mettevano la toga, anch’essa di lana, bianca, ma lunga e ampia, drappeggiata attorno al corpo. D’inverno, indossavano più tuniche e un pesante mantello di lana (lacerna). Le toghe dei senatori avevano un’ampia striscia di porpora ai bordi, quelle dei bambini e dei ragazzi avevano una sottile striscia rossa. Solo i cittadini romani potevano mostrarsi in toga; agli stranieri e agli schiavi non era consentito portarla. La porpora, che si ricavava dal murice (mollusco marino) era la tintura più cara e solo chi era veramente ricco se la poteva permettere; era un crimine vestirsi interamente di questo colore, eccetto per l’imperatore. Le donne indossavano la stola, una lunga tunica, spesso con maniche corte. Sopra questa, per uscire di casa, indossavano la palla, una specie di toga di colore vivace con un lembo della quale si coprivano il capo. In casa, calzavano sandali o pantofole (socci); per uscire, infilavano dei calzari di pelle chiusi (calcei), con la suola di cuoio. |
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Gioielli
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Fantastici! Le donne ricche portavano spilloni per capelli, orecchini, diademi, splendide collane, bracciali e anelli d’oro o d’argento impreziositi da pietre come zaffiri, smeraldi, granate e rubini. Ornavano la fronte con fasce d’oro, avorio e moltissime pietre preziose. Solo i senatori potevano portare un anello d’oro.
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| Acconciature | |
Durante gran parte dell’era romana, il taglio di capelli maschile era corto e gli uomini non si facevano crescere la barba (benché, ad un certo punto, Adriano cercasse di introdurre questa moda). Per rasarsi si andava quasi sempre, ogni mattina, dal barbiere, anche per sentire gli ultimi pettegolezzi, ma siccome non venivano usati né sapone né olio, l’esperienza poteva rivelarsi dolorosa. Qualcuno si depilava anche braccia e gambe. Inizialmente le donne raccoglievano i capelli sul capo, ma in seguito le pettinature si fecero più elaborate. I capelli venivano arricciati con speciali ferri riscaldati, quindi sistemati in un’intricata pila tenuta assieme da decine di forcine. Alcune donne si facevano confezionare parrucche con i capelli delle loro schiave (era molto di moda la parrucca bionda realizzata con capelli di donna nordica). |
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Cosmetici
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Assistita da uno stuolo di ancelle, la donna romana passava ore a farsi truccare. Faceva notevole uso di prodotti cosmetici: le terre colorate venivano adoperate per il trucco e per le maschere di bellezza, mentre una polvere nera, simile al kohl egiziano, serviva ad abbellire gli occhi. Per tingere i capelli e le parrucche erano utilizzate diverse sostanze, come l’henné importato dall’Egitto o il sapo, una tintura rossa a base di grasso di capra mescolato a cenere di faggio. Andava di moda il pallore e, per rendere la pelle del viso e delle braccia più bianca, si usava polvere di gesso. Essere molto pallide era considerato un pregio: probabilmente voleva dire che erano abbastanza ricche da non dover lavorare all’aria aperta. Alcune donne si spalmavano sul viso una crema di lumache; si scurivano le sopracciglia con la cenere e si coloravano le labbra con il vino rosso. Gli oli e gli unguenti profumati erano beni di lusso.
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