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A TAVOLA! I romani il mattino non mangiavano nulla o facevano uno spuntino a base di pane, frutta secca, latte e uova. A mezzogiorno consumavano una colazione leggera, con gli avanzi freddi del giorno precedente. Alle quattro del pomeriggio per i ricchi cominciava un banchetto che durava parecchie ore. Gli antipasti consistevano in uova sode, ostriche, lumache, olive, pesce e lattuga; ad essi seguivano gli arrosti di carne (prevalentemente agnello, pollo, fagiano, lepre, cinghiale, pavone, ghiro…), le portate di pesce (aragoste, triglie, storioni…), dolci, la frutta secca. Abbondante era il consumo di legumi e verdure. Per i condimenti, si mischiavano abitualmente i sapori aspri con quelli dolci: la carne poteva essere condita con il miele, il pesce con la frutta, i dolci con il pepe. Il tutto era accompagnato da vini raffinati, speziati e addolciti con il miele, ed era allietato da musiche e danze che duravano fino a tarda notte. Nei loro banchetti i romani mangiavano semisdraiati su letti tricliniari, davanti ad una tavola. Usavano coltelli, cucchiai, stuzzicadenti, ma non forchette: prendevano il cibo con le mani e gettavano i resti per terra. Gli schiavi, fra una portata e l’altra, facevano perciò circolare dei lavadita, pieni d’acqua. I poveri a pranzo dovevano accontentarsi di pane, verdura, pesce salato, olive e ceci. Non mangiavano mai la carne. La loro salsa più famosa, il garum, era ottenuta dalla macerazione sotto sale di interiora di pesce con olio, vino, aceto e pepe; veniva lasciata a riposo per una notte in un recipiente di terracotta. In seguito, messa all’aperto, al sole, per due o tre mesi, era rimescolata ogni tanto in modo da farla fermentare. Quando la parte liquida si era ridotta per effetto del sole, si inseriva un filtro; il liquido che filtrava era la parte migliore, cioè il garum, il quale avrebbe avuto, per i nostri gusti, sicuramente un odore ed un sapore nauseabondo.
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| menù di un banchetto romano |
ANTIPASTI
PORTATE CENTRALI
DESSERT
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